Un bene confiscato è un bene (immobile, mobile o aziendale) sottratto alla criminalità organizzata e acquisito dallo Stato, in seguito a uno o più provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

Tutti i beni possono essere confiscati: immobili, mobili registrati (autoveicoli, imbarcazioni), mobili non registrati. Anche le quote di società e i compendi aziendali (l’insieme dei beni messi al servizio dell’attività di impresa) possono essere confiscati.

Nel caso di un procedimento di prevenzione, il Procuratore della Repubblica, il Questore o il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia propongono al Tribunale competente l’adozione di un provvedimento di sequestro nei confronti di soggetti che vivono con i proventi di attività delittuose: possono essere sequestrati i beni di cui non è dimostrata l’origine lecita. Il sequestro è una misura di carattere cautelare, che può essere confermata con l’adozione di un provvedimento di confisca. All’esito delle eventuali impugnazioni, la confisca diviene irrevocabile, e pertanto definitiva. Il sequestro e la confisca, oltreché in un procedimento di prevenzione, possono essere disposti anche in un procedimento penale.

La confisca dei beni è definitiva quando è definitiva la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti o comunque decorsi i termini di tempo concessi per la presentazione delle impugnazioni. Con la confisca definitiva, i beni sono devoluti allo Stato, liberi da pesi e oneri. I diritti reali di garanzia dei terzi sono salvi solo se gli stessi terzi sono in buona fede e hanno trascritto anteriormente alla trascrizione del sequestro. Essi sono ammessi a una tutela di tipo risarcitorio.

I beni immobili possono essere mantenuti al patrimonio dello Stato, per finalità istituzionali, oppure trasferiti agli enti locali, i quali, a loro volta, possono utilizzarli direttamente o assegnarli ad associazioni, cooperative e comunità. In casi residuali, i beni possono essere affittati o venduti. I beni aziendali possono essere liquidati, oppure affittati – a titolo gratuito oppure oneroso – o infine venduti, a seconda della maggiore convenienza per l’interesse pubblico.

Libera non gestisce direttamente i beni confiscati, se non in rari casi, tra cui la sede nazionale di via IV novembre, a Roma. Libera incoraggia il protagonismo di altri attori sociali, accompagnando e sostenendo le istituzioni in un percorso spesso lungo e difficile.

I beni confiscati in Liguria sono cinquantotto, quarantatré immobili e quindici aziendali.

I beni confiscati nella provincia della Spezia sono ventidue, di cui sedici immobili e sei aziendali.

Libera Terra è un marchio che riunisce le cooperative, per lo più nate con una procedura di selezione pubblica, per lavorare le terre confiscate alle mafie: il marchio contrassegna i prodotti che nascono dal riscatto e dall'impegno di giovani per un'occupazione onesta e di grande utilità sociale. Le cooperative di Libera Terra, attive in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, formano il consorzio Libera Terra Mediterraneo, con sede a San Giuseppe Jato (PA).

Cooperare con Libera Terra è l'agenzia che dal 2006 riunisce decine di imprese cooperative impegnate nel sostegno all'esperienza di Libera Terra, attraverso la pubblicizzazione, la promozione e la diffusione del marchio e dei prodotti. Ha sede a Bologna.

Beni confiscati