Il 21 Marzo, primo giorno di primavera, il Coordinamento di Libera La Spezia ha organizzato in Piazza Mentana la celebrazione della XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno, in vista della grande manifestazione nazionale del 22 marzo a Latina.

 La preparazione del coordinamento di La Spezia ha avuto inizio già dal settembre scorso: i ragazzi del Presidio spezzino “Antonino Agostino e Ida Castelluccio” e del Presidio di Sarzana “Dario Capolicchio” hanno infatti avuto la possibilità di incontrarsi e cominciare insieme un importante percorso che aveva, ed ha ancora, come obiettivo, quello di riflettere sugli aspetti che riguardano l’essere parte di una realtà come quella di Libera, che ha come principi portanti l’impegno, frutto dello studio, dell’informazione e soprattutto di una consapevole e mai retorica memoria. La vera organizzazione della giornata è infatti iniziata dalla riflessione comune sul vero significato della Giornata della Memoria e dell’Impegno: la memoria, come poi ha ricordato a gran voce Don Ciotti , fondatore dell’associazione, a Latina, non deve mai essere scontata, celebrativa e di circostanza, ma deve invece essere il primo passo verso la ricerca della verità, della giustizia e della libertà! Da questo principio fondamentale nasce l’impegno attivo e quotidiano che ci ha accompagnato durante tutto l’anno, attraverso assemblee di formazione, incontri e riunioni organizzative e ci ha portato il 21 marzo a La Spezia, a ricordare una per una tutte le vittime innocenti delle mafie, leggendo i loro nomi di fronte ai rappresentanti delle associazioni del coordinamento, alle istituzioni e ai passanti che interessati ci hanno mostrato il loro sostegno, camminando fra i totem sparsi per la piazza leggendo e riflettendo sulle frasi, sul pensiero e sull’esempio di coloro che, lottando secondo il loro senso del dovere e dell’impegno civile, hanno perso la vita a causa dell’ingiustizia mafiosa.

 Il ricordo di queste persone, il loro nome e la loro storia apparivano come un simbolo nell’installazione che percorreva tutta la piazza: i nomi delle vittime che appesi ad un filo venivano mossi dal vento mentre la lettura del lungo elenco dei nomi procedeva lentamente. Il nostro 21 marzo si prefiggeva di essere un invito, un invito a fare di più, a non derogare agli altri, a non pretendere  la verità senza ricercarla per primi, ad essere cittadini attivi, più consapevoli, più informati ed infine a portare sempre viva nella mente la memoria di tutti coloro i quali hanno lottato per la libertà e per i quali abbiamo il dovere di cercare un’Italia migliore, un’Italia democratica e libera dalle mafie.