Dalla collaborazione tra L’égalité, Magazzini del Mondo, Libera La Spezia e l'Agriturismo La Sarticola nasce l’idea di promuovere la cultura della legalità attraverso una cena sociale a base di prodotti provenienti dalle cooperative Libera Terra, dal mercato equo e solidale e a km zero - La quarta edizione della cena della legalità si è svolta domenica 20 dicembre alle ore 20,00 all’Agriturismo “La Sarticola” di Ortonovo (Sp). Parte del ricavato è stato destinato al finanziamento le attività di Libera sul territorio.

Leitmotiv dei numerosi interventi nel corso della serata l’importanza dei legami. Tra questi quello di Marco Antonelli – il referente provinciale – che con le sue parole ha voluto ricordare l’importanza della cena come uno dei momenti conviviali e di confronto fondamentali per consolidare i legami che caratterizzano la rete di Libera La Spezia e per costruire un momento piacevole di incontro con i volontari delle associazioni. "È meraviglioso vedere tante persone - tra cui molti volontari, operatori del sociale, insegnati, professionisti - che si ritrovano insieme per stare bene insieme, mangiare bene e creare comunità: abbiamo capito che se le mafie si sono radicate nel nostro territorio è stato grazie alle reti sociali che sono state in grado di costruire. Per sconfiggerle dobbiamo creare legami alternativi altrettanto solidi e questo è un bel passo in avanti“.

Corrado Bernardini -parlando in nome di Acli - ha ricordato il grande traguardo che è stato raggiunto durante quest’anno, l’ assegnazione di due beni confiscati , sottolineando il ruolo fondamentale che questi, grazie all’impegno delle associazioni a cui sono stati affidati, svolgeranno presto nel restituire una parte di territorio e di giustizia alla città di Sarzana e a tutta la provincia di La Spezia.

“Finalmente in questa edizione della cena della legalità riusciamo a dire che i beni confiscati del territorio sarzanese sono stati assegnati ad alcune realtà sociali che ne seguiranno il riutilizzo. In particolare la villa di Ghigliolo -bene confiscato più ricco di tutta la Liguria- è stata affidata alla Papa Giovanni XXIII e a Cometa, mentre l'appartamento di Via Landinelli 42 all'associazioone L'égalité. Il primo diverrà principalmente una casa famiglia per minori e luogo di coinvolgimento per disabili o fasce deboli nonché zona di sosta e di pensiero per i pellegrini della Via Francigena; il secondo -il Quarto Piano- diverrà luogo di progettazione e formazione comunitaria attraverso alcuni servizi come una biblioteca tematica, una sala riunioni, una sala studio e una cucina per i laboratori più ludici. Il Quarto Piano ha iniziato una nuova vita a partire dal 9 maggio 2015, momento della consegna delle chiavi. Nulla è affidato al caso o alla fretta. Gli arredi più identitari, infatti, sono stati affidati a due realtà sociali molto importanti: le sedie -acquistate grazie ai fondi ottenuti dai banchetti di Libera Terra- sono state realizzate da un gruppo di detenuti del carcere della Spezia; i tavoli, le scrivanie e le postazioni computer dalla Cooperativa spezzina Diversamente Mobili che lavora il pallet con un gruppo di ragazzi affetti da disabilità diversificate. Sebbene il Quarto Piano non sia ancora aperto ufficialmente al pubblico, l'associazione di cucito e arti femminili "Fili di Luna" produce materiali di artigianato ogni mercoledì dalle 14:30 alle 17:30 e in questa cena si sono potuti acquistare attraverso una lotteria ad hoc finalizzata, ancora una volta, al sostegno dei beni confiscati sarzanesi”

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Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno permesso la riuscita di questa iniziativa con la loro collaborazione e partecipazione. Impossibile non menzionare lo staff : i ragazzi del Presidio “Dario Capolicchio” di Sarzana, che come ogni anno, tra una portata e l’altra, hanno confermato le parole del nostro referente provinciale dimostrando come quella fitta rete di legami nasca da cose semplici come l’impegno, la collaborazione e, perché no, una risata condivisa.

Maria Giulia Tongiani, membro del Presidio "Dario Capolicchio" di Sarzana